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Qui di seguito troverete una raccolta di alcuni documenti, spero a
Voi utili, tra quelli che mi capita di utilizzare con maggior frequenza.
Alcuni sono stati scaricati da autorevoli siti del settore, altri sono
degli strumenti di lavoro che mi sono costruito per esigenze specifiche.
Va da sè che questi file debbano essere maneggiati da persone
formate alla sicurezza perchè il loro utilizzo
si integri correttamente in un percorso di valutazionedei rischi
aziendali.
D.Lgs. 626/94 - (più in basso si trovano
anche documenti relativi al D.Lgs. 494/96) - compatibili con D.Lgs.
81/08:
1. Testo di legge
In attesa di ulteriori e promettenti aggiornamenti della normativa a
tutela della salute e sicurezza ambienti di lavoro, questo link conduce
ad un documento .pdf contenente il testo coordinato "626".
Apprezzerete di certo le note a margine del testo che personalmente
ho trovato di grande utilità. LINK1
2. Valutazione rischio da Movimentazione Manuale dei Carichi, (MMC).
LINK2
Questo semplice foglio Excel, programma questo che uso molto spesso
per la sua semplicita’ e flessibilita’, permette di valutare
il rischio sopra menzionato come previsto dal D.Lgs. 626/94, sfruttando
un criterio di origine statunitense NIOSH.
Per prima cosa dobbiamo decidere se la popolazione
omogenea di lavoratori da considerare sia di sesso maschile o femminile.
Questo perche’, come riportato nel D.Lgs. 626/94, Allegato VI
il limite di carico per la popolazione maschile e’ di 30kg mentre
per quella femminile e’ di 20kg. Questi valori ed alcuni altri
relativi anche all’eta’ dell’addetto alla movimentazione
sono ricordati nella tabellina in A-28.
Il secondo passo prevede l’individuazione del
peso dell’oggetto da movimentare. Nel caso vi sia una moltitudine
di oggetti dai pesi diversi, purche’ ammessi, si puo’ sceglierne
la media o prendere in considerazione quello piu’ sfavorevole.
L’importante e’ non dimenticare di menzionare il criterio
adottato e giustificarlo all’interno della nostra relazione sulla
valutazione del rischio specifico.
A questo punto, spostandoci alla casella E-8 troviamo
una serie di parametri da inserire che riguardano non piu’ i pesi
ma l’ergonomia e la postura durante la movimentazione. Tutti questi
parametri sono ben evidenziati negli schemi che si trovano alle caselle
F-30 ed F-42.
Il fattore di distanza orizzontale determina la distanza tra il nostro
corpo ed il baricentro dell’oggetto da movimentare. Il fattore
verticale ci dice da che altezza parte l’atto della movimentazione.
Il fattore di distanza invece ci dice a che altezza termina la movimentazione.
L’asimmetria tiene conto delle torsioni del busto, peraltro molto
dannose in questo contesto. Il fattore di presa e’ pari all’unita’
in caso di solide maniglie e via via cala con la bonta’ degli
appigli disponibili.La colonna F da 8 a 13 riporta il range di valori
ammissibili.
Una parola a parte per il fattore di frequenza che
determina l’intensita’ delle azioni di movimentazione. La
tabella in A-34 e’ suddivisa in tre colonne a seconda che le azioni
si susseguano continuativamente per tempi inferiori all’ora, alle
due ore o alle otto ore. La colonna A a partire dal numero 36 descrive
invece le azioni al minuto. Una valutazione realistica non puo’
prescindere dall’osservazione sul campo del carico di lavoro cui
e’ sottoposto il dipendente; non avendo a disposizione il tempo
sufficiente a monitorare l’intera giornata di lavoro e’
sempre possibile richiederne un resoconto medio al lavoratore stesso
o, in caso di lavori ripetuti, valutarne una parte da moltiplicare per
l’arco delle otto ore.
Il valore restituito in F-22 ci da una misura dell’esposizione
al rischio. Un valore inferiore a 0.75 implica un rischio accettabile,
tra 0.75 ed uno dobbiamo intervenire per mitigare l’esposizione
con provvedimenti organizzativi e/o strutturali ed infine un rischio
superiore all’unita’ e’ generalmnete da considerare
inaccettabile. LINK2
3. Applicazione metodo RULA alla valutazione rischio posturale per
postazione VDT "standard". LINK3
Questo foglio Excel riporta una valutazione di rischio posturale e movimenti
ripetitivi per una postazione VDT considerata "standard".
Eventuali peculiarità devono poi essere valutate a parte compilando
coerentemente i vari campi del foglio di lavoro dopo aver osservato
con cura la modalità lavorativa del/degli addetti.
Il Passo A ed il Passo B, come definiti nei Tab in
basso, permettono di inserire i dati descrittivi dell'interfaccia operatore/postazione
di lavoro. Le Tabelle A/B forniscono poi i i due valori corrispondenti
che, inseriti in Tabella C, permettono di completare la valutazione
ottenendo il valore finale. LINK3
4. Documento di Valutazione del Rischio,(DVR), grafico. LINK4
Spesso mi sono trovato a dover utilizzare Microsoft PowerPoint per confezionare
dei pacchetti formativi ad hoc per le esigenze di vari datori di lavoro.
Fatta una certa pratica ho pensato di coniugare l'immediatezza comunicativa
dell'immagine, si pensi anche al personela non di madrelingua italiana,
con la necessità di rendere meno noiosa l'illustrazione di un
DVR.
Ferma restando l'esigenza di una copia cartacea del
DVR aziendale che riporti tutte le firme "canoniche" questo
formato potrebbe essere particolarmente adatto per quelle aziende che
pionieristicamente decidessero di mettere on-line a beneficio dei propri
dipendenti tutto il DVR aziendale. Un minimo di familiarità con
la simbologie del D.Lgs. 493/96 sarà sufficiente a leggere e
memorizzare i rischi noti per l'area di lavoro di propria pertinenza.
LINK4
5. Pacchetti formativi per le varie esigenze aziendali.
Qui di seguito propongo alcuni pacchetti formativi di comune utilizzo
su uno spettro abbastanza vario di argomenti. Alcuni di questi, per
facilitarne la comprensione sono stati scritti direttamente anche in
lingua inglese:
a. Postazione VDT "standard" -
LINK5
b. Sunto normativa vibrazioni - LINK6
c. Uso corretto degli estintori aziendali in dotazione - LINK7
d. Percorso di tutela delle lavoratrici nel periodo della maternità.
Qualche breve chiarimento per aiutare le future mamme ad orientarsi
- LINK8
e. Chiarimenti sull definizione di TLV - LINK9
f. Illuminazione naturale degli uffici - LINK10
6. Pronto Soccorso in diverse lingue. LINK11
7. L'intervento del consulente. LINK12
Qui di seguitosi trovano alcuni esempi di comunicazioni di servizio
da me inviate al titolare di una delle aziende per le quali ho effettuato
una consulenza mirata. Come si puo’ notare, al di la’ del
caso specifico, si tratta di linne guida chiare, basate su quanto discusso
con il datore di lavoro, supportate da precisi riferimenti di legge,
tagliate a misura per l’esigenza dell’azienda e mirate a
diffondere nell’azienda stessa la cultura alla base del D.Lgs.
626/94. L’obiettivo tutta’tro che secondario e’ quello
di far interessare alla sicurezza della propria azienda come qualcosa
che puo’ essere coltivato con un po’ di impegno anche in
house piuttosto che creare una dipendenza dall’opinione del consulente.
LINK13
8. Consegna dell'area di lavoro ad appaltatori esterni alla propria
azienda; D.Lgs. 626/94, art.7, par.b). LINK14
LINK15
LINK16
Uno dei rischi aziendali maggiori, e spesso anche sottovalutati,
è quello interferenziale che può generarsi a causa di
una mancata trasmissione ad un appaltatore dei rischi specifici che
incontrerà operando all'interno della "nostra" azienda.
L'articolo di legge più sopra citato è
molto chiaro al riguardo, ma come si può dare concretezza ed
efficacia al coordinamento tra Datori di Lavoro richiesto? Qui si trova
un esempio della documentazione che può rispondere a tale richiesta.
E' evidente che il Verbale Informativo aziendale,
primo step del coordinamento, deve essere compilato
sulla base del DVR proiettando con coerenza i possibili rischi interferenziali
sull'attività dell'appaltatore. Tale verbale viene firmato dall'appaltatore
per presa visione.
Il Verbale di Sopralluogo, secondo
step del coordinamento, vuole anche mettere l'accento sul fatto
che la sola carta produce ben poca sicurezza. E' infatti opportuno che
i punti evidenziati nel Verbale Informativo vengano poi discussi in
sito, alla presenza degli RSPP delle rispettive aziende. I rischi enumerati
formalmente nel verbale vanno poi osservati da vicino durante lo svolgimento
delle attività lavorative fonte di possibili interferenze. Non
è un caso che questo secondo documento lasci amplio spazio a
fattori inizialmente non considerati. Spesso dalla visita in sito e
dalla capacità dei due o più RSPP convenuti scaturiscono
considerazioni ed osservazioni impossibili a tavolino. Questo secondo
documento viene firmato da rappresentanti di entrambe le parti.
Il Verbale di Consegna rappresenta l'atto
finale del coordinamento; il suo scopo è quello di offrire
un ultima occasione per effettuare delle domande e permettere alle parti
di scambiarsi dei nomi e numeri telefonici di riferimento. Anche questo
documento viene firmato da rappresentanti di entrambe le parti. LINK14
LINK15
LINK16
D.Lgs. 494/96 e successivi aggiornamenti - compatibile con
D.Lgs. 81/08:
1. Gli obblighi della committenza
Un argomento questo di largo interesse ma forse non sempre chiaro a
chi, desiderando legittimamente di costruirsi una casa, veste in maniera
forse non completamente consapevole i panni del Committente, figura
questa cui fanno capo notevoli responsabilità in campo antinfortunistico
che prescindono dalla competenza tecnica del singolo. LINK17
2. Sunto in formato checklist dei requisiti minimi di sicurezza in
cantiere, ovvero: il Cantiere Etico
Chi, magari Committente o anche semplice Condomino, desiderasse
identificare quali siano gli elementi minimi imprescindibili per la
sicurezza di un cantiere troverà in questo documento delle preziose
informazioni.
Il formato è quello di una checklist che permette di porsi le
giuste domande alle quali ricercare una risposta osservando il proprio
cantiere. Può essere anche un buono strumento per meglio apprezzare
il corretto operato dei professionisti cui ci si è affidati.
LINK18
3. Stima dei costi per la sicurezza
Un buon sunto su questo argomento da sempre largamente dibattuto. LINK19
4. Piano Operativo di Sicurezza, (POS)
Con l'avvento del D.Lgs. 528/99 si è stabilita la necessità
da parte di ogni imprenditore che accede al cantiere, salvo i fornitori
di materiali, di affiancare al PdSC richiesto alla Committenza anche
un secondo documento denominato POS. Una sorta di 626 di cantiere della
specifica impresa. Nel tentativo di facilitare le piccole imprese e
gli artigiani si sono prodotti diversi documenti POS contenenti gli
elementi minimi da considerare in relazione alla natura delle lavorazioni.
Quello di seguito pubblicato è tra quelli proposti un esempio
di praticità e sintesi. Una avveduta compilazione permette con
poca "carta" di coprire i punti essenziali relativi alla sicurezza
della propria azienda presente in un qualunque cantiere. LINK20
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